Maria Antonietta Spadaro
La pagina della Sezione Provinciale 1991 I giardini storici di Palermo, mostra di incisioni a cura di Laura Oddo, ANISA - Provincia regionale di Palermo, Villa Whitaker
1992 Lo spazio, il giardino, il segno, mostra a cura di Sergio Troisi, ANISA e Provincia regionale della Sicilia, Villa Whitaker
1993 Figure, miti, mostra a cura di Eva di Stefano, ANISA e Provincia regionale di Palermo, Palazzo Comitini
1995 Immagine materia forma, mostra a cura di Maria Antonietta Spadaro e Anna Cottone, ANISA e Comando regionale della Sicilia (Esercito), Caserma Tukory
2003 Novecento Siciliano, mostra a cura di Maria Antonietta Spadaro, Palazzo Reale
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Novecento siciliano
Palermo, Palazzo dei Normanni
Un primo, provvisorio, bilancio di ciò che è stato dell’arte del secolo appena trascorso in Sicilia. Dalla belle epoque dei Florio, all’avanguardia, da Guttuso, a Consagra, Accardi e Sanfilippo. Solide, importanti, presenze e qualche sicilianismo di troppo…

Tirare un bilancio di cento e più anni di produzione artistica non è impresa da poco. Tanto più se è il Novecento ad essere oggetto specifico di un’indagine che deve fare i conti con un percorso non lineare, caratterizzato da violente improvvise fratture e da accelerazioni senza precedenti nei meccanismi di ricerca e sedimentazione delle stesse istanze artistiche.
Tutto ciò si complica ulteriormente se si decide, come nel caso di questa mostra palermitana, di lavorare su una porzione territoriale -la Sicilia- di quel multiverso irriducibile e differenziato che è appunto, artisticamente parlando, il secolo appena trascorso. Si tratta di differenze difficilmente assimilabili ad un contesto unico, o esclusivo, come quello isolano. Soprattutto se troppo spesso (ieri come oggi) questo risulta impettito su tronfie posizioni autoreferenziali, sempre pronte a rivendicare una speciale identità tutta siciliana -e mediterranea in senso lato- come promessa ricorrente di una qualità in molti casi ancora da verificare.
Quello che si propone è allora un primo bilancio, dichiaratamente parziale, del contributo isolano al dibattito artistico del Novecento, in cui non mancano certo personalità di alto profilo a dare ragione di un’origine e di una formazione siciliane di indubbio spessore.

A partire dalla stagione felice dei Florio, che aveva portato agli inizi del secolo l’apertura all’Europa (complice la fitta rete di interessi economici che la famiglia di imprenditori aveva all’estero) e che per gli artisti dell’isola si traduce con le prestigiose ribalte internazionali delle Esposizioni Universali, dei Salons e delle gallerie parigine più à la page.
Così Lojacono, De Francisco, Catti, Leto, De Maria Bergler, Terzi e Rutelli intrecciano una fitta rete di relazioni con le più aggiornate situazioni di pittura e scultura a loro contemporanee. Penalizzati da spazi inadeguati, i loro lavori, fra cui alcuni importanti inediti, aprono coraggiosamente la strada ai primi esiti del Futurismo siciliano. La preziosa linea sintetica tardo simbolista e post-impressionista che Rizzo, Corona e Varvaro ereditano dai loro predecessori, si frantuma presto nelle iridescenze senza posa delle scomposizioni di paesaggi e mitiche visioni da sogno della loro produzione in mostra.
Gli anni di Novecento e Anti-Novecento seguono i percorsi alterni di Amorelli, Lazzaro, Pirandello e del Gruppo dei Quattro. Barbera, Franchina, Lia Pasqualino Noto e Guttuso espongono a Milano e a Roma e alcuni di loro scelgono l’emigrazione come unica via praticabile contro quel perverso meccanismo tradizione-innovazione che spesso ha bloccato in una gabbia senza uscita le ricerche isolane. E così pure, sotto il nume tutelare di Guttuso, ormai definitivamente trasferitosi nella capitale, i siciliani Consagra, Accardi -bellissimo il suo Omaggio a Kennedy del 1967- e Sanfilippo sottoscrivono, nel 1947, il manifesto Forma, rivendicando un’appartenenza marxista e astratto-formalista in polemica con le direttive del PC e con lo stesso Guttuso, qui presente con i monumentali Funerali di Togliatti (1972).
Passando per certo picassismo post-guttusiano (Migneco, Mirabella), per le personalità non facilmente allineabili di Fiume, Greco, Messina e Tosini, e l’ormai involuto segno grafico di Caruso, brillante nelle opere degli anni ’50, si arriva agli anni più recenti in cui le scelte curatoriali riflettono inevitabilmente l’impronta personale di Maria Antonietta Spadaro che da critico ha seguito la scena artistica isolana negli ultimi decenni. Accanto alle raffinate marine di Guccione si trovano così le composizioni astratto-figurative di Sacco e D’Aguanno, le rarefatte poesie in trasparenza di Canzoneri e della Leone, gli esperimenti di cinetica di Lauricella, il neo-pop contestatario di Alfonso Leto, la colorata, fragile consistenza di Germanà ed il concettualismo decisamente naif di Patti. Chiudono la rassegna i dipinti di Modica e Taravella.
davide lacagnina
| Altare di Santa Maria dello Spasimo, Palermo |
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Il Rinascimento a Palermo
Gagini e Raffaello Un viaggio durato tre secoli L'altare oggi http://www.fondazionecittaitalia.it/opere_storia.php?id=27 -------------------------------------------------------- from Interlinea
di Maria Antonietta Spadaro
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Maria Antonietta Spadaro
E' nata a Palermo dove vive e lavora
- Laureata in Architettura a Palermo, è docente di Storia dell'Arte al Liceo Classico.
-Dal 1995 al 2000 è stata consulente del Comune di Palermo per il progetto "Palermo apre le porte. La scuola adotta un monumento".
- Dal 1999 è professore a contratto in Facoltà di Architettura per i corsi di specializzazione SISSIS
- Ha organizzato e diretto corsi di aggiornamento per docenti delle scuole secondarie in collaborazione con le pubbliche istituzioni cittadine
- E' docente di Storia dell'arte moderna presso la "Scuola di specializzazione in Storia dell'arte medievale e moderna" della LUMSA, sede di Palermo - A.A. 2003/2004
- E' stata docente nei corsi IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore): Le scienze per i Beni Archeologici (2002-2003) e Programmazione e marketing di eventi culturali (2003)
- E' membro del direttivo nazionale dell'ANISA (Associaz. Naz. Insegnanti Storia dell'Arte) e fa parte della delegazione provinciale del FAI (Fondo Ambiente Italiano)
- Ha curato mostre di artisti contemporanei fra cui la mostra itinerante, promossa dalla Regione Siciliana, Novecento Siciliano, ospitata nelle città di Minsk, Mosca, Barcellona, Londra, Palermo, nel periodo ottobre 2003-luglio 2004
- Ha pubblicato numerosi saggi di storia dell'arte e didattica dei Beni culturali, fra i principali: